Inchiesta usura, i retroscena

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Passavano anche attraverso gli interessi sul “tardato pagamento di pubblicità” su un giornalino a diffusione gratuita, i soldi che un imprenditore ha restituito a Paolo Sottile, l’uomo arrestato ieri mattina per usura dalla Polizia di Capo d’Orlando.
Beffardamente, la pubblicazione si chiama “Ride bene chi ride ultimo” e colleziona articoli di scarso interesse che, secondo le forze dell’ordine, servono esclusivamente a garantire l’uscita del giornalino per riempirlo di pubblicità. Quanta voluta dai clienti e quanta transitata per celare altri affari, è ancora impossibile stabilirlo ma gli investigatori ci stanno lavorando ascoltando anche altri inserzionisti.
Ad incastrare Sottile, in particolare, il titolare di un pub sul lungomare Andrea Doria, che ha collaborato con gli inquirenti ed ha acconsentito anche all’installazione sulla sua auto di una “cimice”.
Proprio a bordo della vettura, il primo marzo scorso i due parlano chiaramente dei prestiti.
Il discorso intercettato è fondamentale perché il primo in cui viene fatto emergere il nome di Marcello Restifo Olivera, direttore dell’ufficio postale orlandino che risulta indagato nell’inchiesta e destinatario di un divieto di soggiorno a Capo d’Orlando.
Restifo, secondo gli atti raccolti dalla Polizia, avrebbe ricevuto l’imprenditore orlandino nell’aprile del 2011. In quella occasione quest’ultimo chiese un prestito di 3000 euro. Fu a quel punto che il direttore gli prospetto la possibilità di ottenere i soldi da un suo conoscente con un tasso del 20% al mese.
A quel punto fu lo stesso direttore che chiamò Sottile chiedendo per telefono di portare “3.000 volantini elettorali”.
Il ruolo del direttore, in questa inchiesta emerge solo su quest’unica vicenda e per questo il giudice, anziché i domiciliari richiesti dal Pm ha accordato il divieto di dimora in città.
(La foto pubblicata è relativa all’operazione del settembre 2009 in cui Sottile venne arrestato sempre per il reato di usura)

Morosito