Metodo Stamina, ancora proteste a Roma

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“Non ho più voglia di morire. Curarmi non e’ un reato”. Si sono ritrovati ancora una volta dietro questo toccante e significativo slogan familiari e pazienti, affetti da gravi patologie che chiedono da tempo ormai a gran voce l’autorizzazione ad accedere alle cure con il metodo stamina, sperimentato dal professor Davide Vannoni e ritenuto da molti l’unica speranza per i malati gravi di Sla, distrofia muscolare ed altre patologia, per scampare alla morte. L’ennesimo sit-in di protesta a Roma, organizzato a Roma davanti la sede della Camera dei Deputati, è stato promosso dal movimento Vite sospese, fondato da Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore, morto il 21 febbraio 2013 in attesa dell’autorizzazione del giudice di Catania a curarsi con il metodo Stamina. Diversi pullman sono giunti da ogni parte d’Italia, tre direttamente dalla Sicilia. Presenti anche i fratelli Biviano di Lipari, malati di Sla, che da tempo chiedono l’accesso alle cure staminali, ed i familiari di Federica, la bimba di Rocca di Capri Leone,  affetta da Smard1, atrofia muscolo spinale. Al loro fianco in piazza, gli esponenti di numerose associazioni, tra cui il brolese Sonny Foschino, presidente dell’associazione Peppino Impastato. I manifestanti hanno scritto anche una lettera da inviare a Papa Francesco, per chiedere un aiuto morale e un suo intervento per sensibilizzare il Parlamento affinchè si possa accedere al metodo Stamina senza alcun tipo di ostacolo.

Morosito