Gioiosa Marea, la prostituta dalla “pubblicità ingannevole”

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Diana, bellezza giunonica sudamericana, campeggiava nelle pagine di internet promettendo ore indimenticabili. Bellissima, scollacciata e in pose inequivocabili.
Una calamita per molti clienti che attratti dal suo annuncio decidevano di fissare un appuntamento con le nel centro di Gioiosa Marea dove aveva preso in affitto una casa per esercitare il mestiere più antico del mondo.
Tutto perfetto, o quasi, fino al 24 agosto scorso quando tre gioiosani, attratti dalla pubblicità su un sito specializzato in incontri a pagamento, si misero in contatto con la sudamericana per fissare un appuntamento. Giunti sul posto, però si trovarono di fronte  una prostituta di origine dominicana le cui fattezze erano ben lontane da quelle rappresentate nella foto “promozionale”. Più anziana e soprattutto molto meno appetibile rispetto a quello che legittimamente si attendevano i clienti. I tre  protestarono vivacemente rifiutando di eseguire l’accordo  assunto seppur ad un prezzo elevato ma giustificato dalle fattezze della “Diana” riprodotta in modo accattivante sulla pagina internet.
Al diverbio seguirono le minacce e le proteste da parte dei tre giovani gioiosani, delusi dall’essere stati raggirati, a loro dire, da una inserzione fuorviante.
Ma il peggio doveva ancora venire perché nell’appartamento, durante il litigio, giunsero i carabinieri a seguito della richiesta di una seconda ragazza che si trovava in un’altra stanza. La “collega”, temendo per l’ incolumità di Diana, aveva infatti chiamato il 112.
Così per i tre scattò l’arresto con l’accusa di tentata estorsione e tentata violenza sessuale. Il 27 agosto, dopo una lunga camera di Consiglio, il fermo venne convalidato ed uno degli indagati finì in carcere mentre per gli altri due scattarono i domiciliari.
Ieri, però, il Tribunale del Riesame di Messina, ha modificato l’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti e, accogliendo la tesi difensiva ha derubricato il reato estorsivo in violenza privata disponendo i domiciliari per l’uomo finito in carcere ed , assistito dall’avvocato Alvaro Riolo, mentre ha revocato ogni misura cautelare per gli altri due giovani gioiosani difesi dall’avvocato Carmelo Occhiuto. Nei prossimi giorni ulteriori tasselli alla singolare vicenda potrebbero essere aggiunti dall’incidente probatorio richiesto dagli avvocati Occhiuto e Riolo.

Morosito