Milazzo, “dal Cga decisione pilatesca sul dissesto”

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Dopo la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo che ha rimesso il sella il consiglio comunale di Milazzo, accogliendo il ricorso presentato contro il commissariamento seguito alla mancata approvazione del dissesto, l’Amministrazione comunale, ha diramato la seguente nota: “Una pronuncia “pilatesca” che argomenta sulle procedure che hanno portato al dissesto e non sulla consistenza vera e propria del default. “Il dissesto non è stato “azzerato” in quanto la sua esistenza è stata acclarata da autorevoli e competenti organismi  terzi (Assessorato regionale alle Autonomie locali e Corte dei Conti). Lo stesso Organo straordinario di liquidazione ha preso atto della presentazione da parte di creditori, di una mole debitoria pari a circa 60 milioni di euro, somma che nessun provvedimento giurisdizionale può mettere in discussione. Il ricorso dei consiglieri è stato avanzato avverso le procedure portate avanti dal prefetto di Messina che ha assegnato loro il termine per votare la delibera di dissesto, nominando poi, una volta constatata la loro inadempienza, un commissario ad acta.  Ma – giova ribadirlo – non è stata contestata la circostanza che al Comune di Milazzo non ci fosse il dissesto che anzi la stessa Regione era pronta a dichiarare, tant’è che l’assessorato agli Enti Locali aveva pure nominato un commissario ad acta per dichiararlo e che tale azione è stata bloccata da un altro ricorso al Tar presentato dagli stessi consiglieri che contestavano quella procedura richiedendo loro stessi l’applicazione di quella procedura che oggi contestano”. Nell’evidenziare che “queste strategie e spregiudicati giochetti finiranno col frenare un percorso che dall’inizio di quest’anno era stato avviato per risanare un Comune allo stremo dal punto di vista economico a causa di una mole debitoria che era diventata incontrollabile, anche per il lievitare di interessi e rivalutazioni monetarie”, l’Amministrazione evidenzia ancora che “ è inaudito che in Sicilia possa verificarsi, per un vizio formale, ciò che nel resto d’Italia sarebbe improponibile. Questa ordinanza crea un oggettivo ostacolo, al di là delle sofisticazioni giuridiche, al percorso virtuoso di risanamento finanziario che sta restituendo credibilità all’Ente e al tempo stesso una nuova immagine. E i fatti ci stavano dando ragione, visto che il Comune oggi sta tornando ad essere puntuale nei pagamenti con i propri fornitori, riesce a garantire i servizi ai cittadini, non ha aumentato la tassa sui rifiuti, al contrario di quanto qualcuno strumentalmente affermava, anzi diminuendola con l’introduzione della Tares, e avviando una serie di interventi finalizzati anche alla crescita della comunità.  L’auspicio è che l’impegno di chi, pur tra sofferenze e sacrifici con grande senso di responsabilità, sta lavorando per il bene di Milazzo, non venga frenato da logiche che nulla hanno a che vedere con la vera politica, intesa come tutela dell’interesse generale dei cittadini”.