Formazione, le conferme del Riesame

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L’inchiesta sui corsi di formazione d’oro scattata a Messina lo scorso 27 Luglio, che ha portato all’arresto di dieci persone con  l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate a progetti formativi, riceve il suggello importante del Tribunale del Riesame che, a conclusione dell’analisi dei ricorsi presentati dagli indagati, ha confermato tutte le misure cautelari. Consolidato dunque il quadro accusatorio prospettato dalla procura messinese che ha messo sotto scacco gli enti di formazione Lumen, Aram ed Ancol, ipotizzando una gestione orientata anche a finalità di propaganda elettorale finanziata con fondi regionali. Quei fondi, si legge nel’ordinanza del Gip, destinati alla realizzazione di corsi di formazione sono stati sottratti o occultati, attraverso il meccanismo di sovrafatturazione e interposizione, o con la rappresentazione di corsi fittizi. Dopo le udienze, nel corso delle quali i giudici del riesame hanno ascoltato le posizioni degli indagati che chiedevano la revoca dei provvedimenti a loro carico, i due collegi del riesame presieduti dal giudice Mario Samperi, hanno confermato gli arresti domiciliari, disposti a Luglio dal gip De Marco, a carico di Elio Sauta, Graziella Feliciotto, Chiara Schirò, moglie del deputato Pd Francantonio Genovese, anch’egli indagato, Concetta Cannavò, Natale Lo Presti, Nicola Bartolone, Carmelo e Natale Capone e per Daniela D’Urso, moglie dell’ex sindaco di Messina Peppino Buzzanca. I giudici del riesame hanno quindi confermato anche i sequestri di beni disposto dal Gip. Si tratta complessivamente di ben per 6 milioni di euro, bloccati a scopo preventivo dalla Guardia di Finanza, tra beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati o alle società di cui fanno parte. Gli altri soggetti finiti nella rete dell’inchiesta sui corsi d’oro sono Elena Schirò, moglie del deputato regionale Pd Franco Rinaldi, Carlo Isaja, interdetto per due mesi, Giuseppe Caliri, già scarcerato su parere favorevole del Pm, Salvatore Giuffrè, Daniela Pugliares e Salvatore Natoli, quest’ultimo consigliere comunale di Acquedolci.