Ripicche, superficialità, beghe politiche. Il trenino si ferma

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Morosito

Ufficialmente un guasto meccanico ma sembrano esserci beghe politiche ed inadempienze da parte degli uffici comunali dietro lo stop al “trenino del turista”, avviato per il terzo anno consecutivo. Si tratta di un servizio particolarmente gradito dai vacanzieri, visto che fa la spola continua tra il Lungomare Ligabue e San Gregorio, permettendo sia ai turisti che ai cittadini di recarsi al mare senza prendere l’auto. Forse proprio per questo, come avviene ormai da qualche anno, c’è chi fa legittimamente “le pulci” al servizio. In particolare un cittadino per anni emigrato al Nord Europa e noto per le sue battaglie contro l’amministrazione, domenica scorsa ha seguito il trenino con la propria auto, armato di megafono, col quale ha invitato i turisti a scendere perché il mezzo sarebbe stato privo di collaudo. Poi si è rivolto alla Polizia sollecitando un controllo.
Dalle prime verifiche sarebbe emersa la presenza di una copia sostitutiva del libretto di circolazione al posto dell’originale.
Inoltre si era spara la voce di un imminente sequestro del mezzo per altre inadempienze di carattere amministrativo.
Sequestro smentito da Polizia ed amministrazione ma, misteriosamente, i trenino è tornato al garage del comune per manutenzione. Così i consiglieri comunali di minoranza Sanfilippo, Trusso, Micale e Gemmellaro hanno presentato proprio questa mattina una interrogazione al primo cittadino chiedendo lumi sull’attuale situazione legata al mezzo.
I consiglieri di minoranza chiedono al Sindaco Enzo Sindoni quali sono le irregolarità rilevate e contestate dagli agenti del Commissariato di Polizia, se c’è una relazione tra le contestazioni ed il fermo del mezzo, se il trenino è munito del certificato di revisione periodica, del libretto di circolazione, del certificato di immatricolazione come “trenino” ed è abilitato al servizio di trasporto di persone, se il veicolo è munito di assicurazione per responsabilità civile e quale dipendente comunale è stato “comandato” per guidare il mezzo e di quale patente è munito.
Insomma tra beghe politiche e superficialità a pagare il conto del fermo saranno turisti e cittadini che avevano dimostrato di apprezzare il servizio e che adesso, se vorranno muoversi dovranno andare a rafforzare le schiere di automobilisti che si riversano su lungomare e “panoramica” per San Gregorio.