Sant’Agata Militello, i finanziamenti contesi

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E’ un’estate a dir poco turbolenta per l’ambiente politico di Sant’Agata Militello, caratterizzata da un insolito susseguirsi ed inseguirsi di comunicati e note stampa tra amministratori ed oppositori. Dopo l’infuocata corrispondenza su rifiuti, ordinanza per le bevande in vetro e sull’indagine per il presunto voto di scambio, stavolta la polemica arriva riguardo alcuni finanziamenti giunti per importanti opere pubbliche. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carmelo Sottile, aveva inviato una propria nota stampa nella quale si faceva l’elenco degli ultimi finanziamenti giunti, per un totale di circa 6 milioni di euro. Il riferimento, in particolare, è ai finanziamenti per la ristrutturazione del campo sportivo, la riqualificazione di villa Bianco e delle vie Peschiera e Pace, ed alla realizzazione della spiaggia attrezzata. Nel suo comunicato, il sindaco Sottile, rendeva testualmente “tanto merito al lavoro precedentemente svolto dagli organi preposti quanto a quello messo in atto dalla sua amministrazione, solerte – come ricorda lo stesso sindaco – nell’intervenire presso il governo regionale al fine di assicurare alla città importanti riqualificazione e realizzazioni”.  Proprio su questi passaggi si è però scatenata la polemica. A rispondere alla nota di Sottile, rivendicando la paternità dei finanziamenti, è stato direttamente l’ex sindaco Bruno Mancuso. “Date a Cesare quel che è di Cesare – ha tuonato l’ex sindaco. Si tratta di progetti inseriti in programmi di finanziamento i cui decreti erano pronti da tempo – scrive Mancuso – la cui titolarità spetta alla capacità e all’impegno profusi dal sottoscritto e dal suo gruppo dopo svariati anni di lavoro. Io stesso – prosegue il senatore – non ho mai perso pubblica occasione, durante il mio mandato, per dar merito alle amministrazioni che mi hanno preceduto del ruolo che hanno avuto nel completamento di opere importanti per il paese”. Anche i capigruppo di maggioranza hanno espresso il proprio disappunto per il tenore della missiva firmata dal sindaco, chiedendo un confronto in consiglio comunale sulla paternità delle opere finanziate.