Le indagini sul suicidio del professor Longo si intrecciano con l’omicidio di Cesarò

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Morosito

Un filo collega il misterioso suicidio del professor Giuseppe Longo, gastroenterologo del Policlinico di Messina dapprima indagato e poi prosciolto per la morte d’endoscopista Marcello Bottari e l’omicidio ancora irrisolto di Epifanio Zappalà, ucciso il 22 marzo a Cesarò.
Due vicende all’apparenza lontanissime ma che sembrano intrecciarsi come riferisce oggi un’importante esclusiva della Gazzetta del Sud in un articolo firmato da Nuccio Anselmo.
Il professor Longo, per 15 anni era stato al centro delle cronache per l’indagine che lo riguardò come presunto mandante dell’omicidio Bottari a Messina. Una storia lunga e complessa dalla quale venne scagionato. Ma tre lustri di sospetti lo segnarono duramente ed il 20 luglio, il medico si tolse la vita iniettandosi due fiale di cloruro di potassio.
Ma cosa lega quel drammatico gesto, sul quale c’è anche una indagine per istigazione al suicidio, con l’omicidio del guardiacaccia catanese assassinato a Cesarò.
Secondo quanto riporta oggi il quotidiano messinese emerge che il professor  Longo risulta indagato dalla procura di Catania proprio per il delitto avvenuto in contrada Casazza, alle porte del centro nebroideo.
Un omicidio sul quale indagano i carabinieri di Santo Stefano Camastra che hanno dovuto affrontare sino ad oggi grosse difficoltà proprio nel comprendere il movente del delitto. La vittima, Epifanio Zappalà, venne uccisa con due colpi di pistola 7,65 all’interno di un casolare utilizzato dal guardiacaccia. Poi, il suo telefonino venne gettato in un bicchiere pieno d’acqua.
Perché il medico messinese compaia tra gli indagati del delitto è un mistero. E proprio la scoperta di essere coinvolto in questo nuovo caso potrebbe essere alla base della decisione del professor Longo di farla finita.
Insomma, il giallo pare ancora lontano dal fornire una soluzione.