“Bontempo Scavo truffa l’Esa”, Crocetta denuncia

0
481

«Qualcuno si è accaparrato dei terreni della riforma agraria siciliana che appartenevano all’Esa ed erano stati assegnati a contadini. Ho presentato un esposto ieri alla Procura di Messina, ho incontrato il procuratore Lo Forte. Il caso di Messina non è l’unico, saranno investite quasi tutte le Procure antimafia della regione».
Lo ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, nel corso di una conferenza stampa. «In questo caso infatti – ha aggiunto – chi ha pensato di essere nelle disponibilità di quei terreni ha dei parenti condannati per mafia, quelli della famiglia Bontempo Scavo di Tortorici».
I terreni in questione, 120 mila ettari, erano stati affidati con la riforma agraria ad alcuni contadini che li avrebbero dovuto coltivare. «Questa vicenda – ha spiegato Crocetta – nasce quando Francesco Calanna, commissario dell’Esa, chiede un parere all’avvocatura dello Stato di Catania sulle iniziative da prendere su una singolare situazione. Il 24 maggio 2011 il signor Carmelo Scavo Bontempo di Tortorici, avvocato, va da un notaio, Salvatore Alioto, ed effettua un atto di vendita di una proprietà».
«Bontempo Scavo, mai condannato per mafia – ha aggiunto – ma con parenti finiti in numerose inchieste per criminalità organizzata, vende a Placido Galvagno un fondo rustico a Carlentini di 129 ettari. Il problema è che questi sono terreni dell’Esa assegnati a una ventina di contadini all’interno della riforma agraria e non possono essere venduti». Al notaio, Scavo avrebbe detto di avere acquisito questi terreni per usucapione, anche se i terreni demaniali non possono essere ottenuti in questa maniera. «Il fondo – ha reso noto il Governatore – è stato venduto per 350 mila euro, quando invece è stimato in 13
milioni di euro. Bontempo Scavo dice di avere già ricevuto 300 mila euro in varie forme e incassa solo diecimila euro da Galvagno, che si impegna a dare in seguito gli altri 40 mila. Una vicenda piuttosto singolare». Crocetta ha annunciato che questo non è l’unico caso di vendita di terreni demaniali. «È come Totò che vende la fontana di Trevi», ha aggiunto Calanna.

Morosito