San Fratello, mantenere l’autonomia scolastica

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Morosito

Mantenere l’autonomia scolastica del’istituto comprensivo “Manzoni” di San Fratello, allo scopo di salvaguardare la ricca tradizione orale e scritta della lingua gallo italica, tramandata da più di novecento anni, ed evitare che San Fratello, con la perdita dell’autonomia della propria scuola, paghi un ulteriore durissimo scotto al grave dramma del dissesto idrogeologico che già ha causato uno spopolamento verso i paesi limitrofi costieri. S’inserisce in quest’ottica la richiesta avanzata  dall’amministrazione comunale di San Fratello all’assessorato regionale alla pubblica istruzione finalizzata, per l’appunto, al blocco del decreto che, secondo i parametri del nuovo dimensionamento della rete scolastica imposto dal Miur a partire dall’anno scolastico 2013/2014, ha sancito l’accorpamento dell’istituto “Manzoni” con la scuola “Verga” di Acquedolci. Fervido sostenitore del mantenimento dell’autonomia scolastica e promotore dell’iniziativa, l’assessore Salvatore Mangione: “Non possiamo permettere che si disperda l’immenso patrimonio correlato alla tradizione dell’idioma gallo-italico – dichiara Mangione – che da oltre 900 anni viene tramandato nelle nostre scuole. La richiesta avanzata dalla giunta, presieduta dal sindaco Mario Fulia, rappresenta dunque un ulteriore tentativo, rispetto a quelli già fatti in passato, di non vedersi scippata l’autonomia scolastica seppur in presenza di un numero minimo di alunni che non raggiunge, come previsto dalla normativa vigente, quota 600. Il paragrafo della norma che lascia però ancora qualche speranza all’autonomia dell’istituto comprensivo di San Fratello consiste invece nella previsione di una soglia minima di 400 alunni in caso di scuole site in territorio montani o zone particolarmente impervie o comunque aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche. Un’altra istanza promossa dall’amministrazione comunale di San Fratello riguarda, invece, la disponibilità a concedere in uso gratuito alcuni locali comunali all’ente Parco dei Nebrodi. La proposta s’inserisce nel difficile contesto storico-economico nel quale la Regione siciliana ha drasticamente tagliato i trasferimenti per il funzionamento delle aree protette regionali