Capo d’Orlando in Blues, gran chiusura con Finardi

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Non ci sarà stato il fascino dei luoghi e le atmosfere di Villa Piccolo, ma in compenso è stato raggiunto l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico a questo genere. La ventesima edizione del Capo d’Orlando in Blues, festival organizzato dal Crossroad club in collaborazione con l’amministrazione comunale ha rappresentato, quest’anno più che mai, un grande evento musicale capace di ampliarsi oltre  i concerti.
Mostre, iniziative per ricordare Enrico Caruso (tra i fondatori dell’associazione), raduni di motociclisti e poi (probabilmente il dato più significativo) presenza massiccia di giovani artisti locali nel cartellone. Un aspetto di enorme rilievo che testimonia come in questi 20 anni di festival sia cresciuta anche una generazione che si è affacciata concretamente a questo genere.
E così, dopo le due band esibitesi venerdì e sabato, ieri sera il palco è toccato all’esperimento più bizzarro ma perfettamente riuscito: la banda comunale che ha accompagnato parte dello spettacolo dei napoletani Doctor Sunflowers.
Una esibizione che ha fatto da apripista allo spettacolo principale, quello di Eugenio Finardi che per 90 minuti ha regalato al pubblico le perle del suo ricco repertorio intervallate dei brani blues che hanno caratterizzato i suoi ultimi progetti musicali. Progetti nei quali Capo d’Orlando ha avuto un importante ruolo.