Nebrodi Inerti, licenziamenti causa burocrazia

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Morosito

A nulla sono servite le battaglie sindacali, le proteste, la richiesta di attenzione mediatica su un problema che ,a causa della burocrazia ottusa e di una classe politica evidentemente sorda, ha decretato la scomparsa di un’attività lavorativa. La Nebrodi Inerti srl, società che esercita l’attività estrattiva nella cava di S. Marco d’Alunzio ha comunicato ufficialmente la chiusura della sua attività ed il licenziamento di 14 lavoratori. Tutto questo, a causa del mancato rilascio del parere Via-Vas da parte dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente. Un calvario burocratico che dura ormai da anni, da quando, nell’Ottobre del 2010, scadde la licenza concessa nel 2003 dal distretto minerario di Catania. Ben prima di quel termine,  però, il titolare della Nebrodi Inerti, Antonio Agnello, aveva avanzato, nel 2005 la richiesta di valutazione d’impatto e compatibilità ambientale, al fine di ottenere il via libera per l’ampliamento della cava. Nel 2006 l’Assessorato Territorio ed Ambiente giudicò negativamente l’istanza poiché la cava ricadeva in una cosiddetta Zona di Protezione speciale. Sulla stessa tipologia di area, però, pochi mesi dopo, un decreto del Ministero dell’ambiente consentì i progetti di ampliamento delle cave esistenti, e la Nebrodi Inerti ripresentò la documentazione corredata dai necessari pareri.  A mancare era sempre la certificazione d’impatto ambientale Via-Vas, per la quale i tecnici competenti, quasi due anni dopo, effettuarono pure un positivo sopralluogo. Da allora, pur con il nuovo piano cave regionale già approvato e nonostante la riproposizione del progetto la Nebrodi Inerti si attende quella certificazione. Oggi, dunque, la drammatica conferma dell’impossibilità ad andare avanti, e la necessità di licenziare gli operai, con gravi risvolti anche per le aziende dell’indotto, con altri 25 lavoratori a rischio. “ Dopo diverse richieste di incontro –  dichiarano i segretari della Filca Cisl Messina, Giuseppe Famiano e della Feneal Uil Messina, Giuseppe De Vardo – il Presidente della Regione Crocetta e l’Assessore  Lo Bello, si sono trincerati dietro il silenzio, decidendo così le sorti dei  lavoratori rimasti a casa. E’ vergognoso – continuano i sindacalisti –  che la Nebrodi Inerti, nonostante abbia ottenuto tutti i pareri favorevoli debba chiudere non per mancanza di commesse ma perché l’Assessorato non rilascia l’ultimo parere per poter riprendere l’attività lavorativa  a beneficio di tutto il territorio nebroideo, dove la disoccupazione è ormai dilagante”.