A Patti non si gioca più

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Morosito

Una città senza sport è come un volto senza una identità. Paragone forte? Può essere. Ma se lo sport è l’anima o lo specchio di una comunità, allora la similitudine tiene. La crisi economica di oggi contribuisce ad acuire i problemi delle società sportive, c’è chi getta la spugna, c’è chi invece anche senza spese folli, riesce ad andare avanti. L’Ente Comune in questo caso è fondamentale per non fare disperdere un patrimonio, o meglio quella valvola di sfogo essenziale per le giovani generazioni. Purtroppo però non sempre è possibile salvare una società, ma, pur azzerando si può sempre ripartire. C’è però chi non ha la forza, o forse la voglia di rimettersi in gioco e molla definitivamente tutto. Questo ad esempio quanto è accaduto a Patti dove, il declino sportivo è comunicato, lento ma inesorabile, qualche anno fa. La stella del basket, dopo aver sfiorato nella stagione 2005-2006 la A2, ha intrapreso il suo tramonto fino alla decisiva scomparsa nel giugno 2010. Stessa storia con il calcio che nella stagione 1996-1997 giocava in serie D, poi la discesa repentina con tante  retrocessioni in rapida sequenza. Lo scorso anno un ripescaggio in Promozione, sembrava aver agitato l’acqua stagnante, ma era solo una brezza passeggera, poi di nuovo calma piatta: il Patti calcio colleziona una nuova retrocessione. Ma “al peggio non c’è mai fine” e infatti, nella città tirrenica, nella prossima nuova stagione, non ci sarà neanche una squadra in prima categoria. L’ufficialità è arrivata proprio con l’ultimo comunicato del Comitato Regionale, il titolo è passato a Brolo per l’esattezza alla Tre Esse calcio Brolo. Del glorioso calcio a Patti cosa resta? Solo la Nuova Rinascita di Nunzio Canduci che dovrebbe iscriversi alla seconda categoria. Lo sport ha perso, peccato che sia accaduto a Patti. Una città con 14.000 abitanti, con un palazzetto dello sport da 2.000 posti e con uno stadio in erba naturale e con tanto di pista d’atletica.