Tribunale Sant’Agata, no alla sede “azzoppata”

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O un tribunale a pieno regime o nulla, meglio trasferire tutto e subito a Patti. E’ questa la proposta ufficiale del comitato degli avvocati sull’ipotesi del mantenimento di una sede distaccata “azzoppata” del tribunale a Sant’Agata Militello che mantenga solo i carichi pendenti e l’archivio. I rappresentanti del comitato spontaneo a difesa del tribunale di Sant’Agata Militello, riuniti ieri sera al Castello Gallego, hanno discusso sull’ipotesi avanzata dal presidente del Tribunale di Patti, Armando Lanza Volpe, al sindaco Carmelo Sottile ed all’assessore Marco Vicari, di mantenere aperta la sede santagatese per la disponibilità dell’archivio e per i contenziosi pendenti. Il decreto di riorganizzazione delle sedi giudiziarie varato dal governo Monti, che ha chiuso le sedi distaccate,  diverrà operativo il 13 Settembre prossimo, ma l’ipotesi prospettata dal tribunale pattese suonerebbe come una beffa. Dal punto di vista degli avvocati,  infatti, mantenere il carico pendente a Sant’Agata ed i nuovi contenziosi a Patti significherebbe corre il rischio concreto di doversi trasferire anche più volte al giorno tra le due sedi con un inevitabile accavallamento delle udienze, difficoltà logistiche ed inevitabile lievitazione delle parcelle, dall’altra parte, la stessa amministrazione santagatese si trova tra due fuochi. Da una parte il mantenimento della sede anche solo per i carichi pendenti significherebbe comunque tenere viva una flebile fiammella, dall’altra l’amministrazione sa però che mantenere una sede “azzoppata” significherebbe continuare a sorbirsi altri costi di gestione, di utenze e di personale, oltreché a precludersi la possibilità di destinare quei locali, interessati di recente da lavori di ristrutturazione, ad altre finalità. In essere, ad esempio, c’è una proposta di assegnare la sede di via Cosenz al Commissariato di Polizia, da decenni ospitato negli angusti locali di via Roma. Per tutte queste ragioni la soluzione politica al problema dovrà essere affrontata nel corso di un consiglio comunale, probabilmente aperto, per la cui richiesta di convocazione si faranno carico due avocati nonché consiglieri, Achille Befumo di maggioranza e Nicola Marchese, del gruppo in appoggio al sindaco.