Operazione Gotha 4, ecco i primi retroscena ed i delitti sui quali è stata fatta luce

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Estorsioni, rapine, detenzione di armi e persino piena luce su gravi fatti di sangue. E’ il quarto capitolo dell’operazione Gotha, a fare ulteriore chiarezza sugli affari sporchi delle cosche che operano nel comprensorio barcellonese. Un’operazione sfociata all’alba di oggi nell’esecuzione di 35 ordinanze di custodia cautelare eseguite dai R.O.S., dalla Compagnia Carabinieri di Barcellona e dal personale della Squadra Mobile di Messina e del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto.
I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa che aveva già portato alle precedenti operazioni Gotha e che via via si è arricchita di collaboratori di giustizia (su tutti Bisognano, Gullo e Castro)  e nuovo materiale indiziario.
Così gli inquirenti sono riusciti a ricostruire i tentativi di riorganizzazione delle cosche dopo i colpi inferti negli ultimi anni. Un’organizzazione, peraltro, che ha dovuto far fronte per diversi mesi alle necessarie coperture a Filippo Barresi, considerato uno dei suoi capi ed organizzatori, pienamente attivo fino al momento del suo arresto avvenuto ad opera del Commissariato di Barcellona nel gennaio di quest’anno.
Ulteriori ostacoli all’azione di riorganizzazione criminale sono stati offerti dalle denunce e dalle ampie ammissioni di diversi imprenditori dell’hinterland barcellonese che hanno denunciato permettendo di definire numerosi episodi estorsivi e di procedere all’arresto, a volte anche in flagranza di reato, di diversi esponenti mafiosi.
Tra i colpi già messi a segno, quello dell’arresto di Salvatore Campisi, avvenuto un anno fa, le cui successive dichiarazioni hanno ulteriormente fatto luce sugli assetti storici del gruppo, la sua nuova organizzazione ed i reati commessi, consentendo altresì di trarre indizi su alcuni fatti di sangue del recente passato, come i due tentati omicidi ai danni del capo mafia Carmelo Giambò avvenuti il 22 agosto del 2010 ed il 3 marzo dell’anno successivo, nonché di chiarirne altri, tra i quali l’omicidio di Ignazio Artino.
Il delitto, avvenuto il 12 aprile di due anni fa, sarebbe stato predisposto ed eseguito dallo stesso Salvatore Campisi con la collaborazione di Carmelo Maio detto “Spillo”. Un omicidio che aveva il fine di affermare la legittimazione di Capisi alla gestione dell’attività estorsiva nel territorio di Terme Vigliatore e rafforzare la sua posizione.
Ricostruendo l’attuale sistema delle estorsioni ai danni dell’imprenditoria nel territorio di Mazzarrà S. Andrea nonché dell’indotto economico della locale discarica comprensoriale, gli investigatori hanno documentato come Massimo Giardina, Salvatore Italiano e Salvatore Artino, abbiano preso il posto che fu dei precedenti boss finiti in carcere. Proprio in questo quadro si inserisce l’omicidio di Ignazio Artino nel quale avrebbero avuto un ruolo di rilievo i barcellonesi Giovanni Perdichizzi (assassinato il primo gennaio scorso), Antonino Scordino e Vito Gallo.
Le indagini hanno messo in luce, inoltre, l’operatività nel settore delle estorsioni nell’area barcellonese con un ruolo di primo piano svolto da Domenico Chiofalo.
Parallelamente, le è stata verificata la piena operatività anche del gruppo “di San Giovanni”, dal nome dell’omonimo quartiere, già diretto da Ottavio Imbesi fino al momento del suo arresto avvenuto nel 2009 e, successivamente, da Giovanni Perdichizzi che ha avuto il compito di raccogliere i proventi delle estorsioni, avvalendosi del suo “braccio armato” rappresentato da Antonino Scordino e Vito Gallo.
Tra i nuovi capi e promotori dell’organizzazione sono state infine individuate dal R.O.S., le figure di Francesco Aliberti (considerato uno dei principali emergenti), Giuseppe Treccarichi, nonché dell’imprenditore barcellonese Antonino Mazzeo, detto “Piritta”.
Le indagini sviluppate dai Carabinieri in seguito all’omicidio Perdichizzi avevano consentito di rilevare la presenza sulla scena del crimine di Salvatore Cuttone, il quale, individuato dopo alcuni giorni decise di collaborare con la giustizia permettendo anche di recuperare diverse armi occultate in un terreno di sua proprietà ad Acquaficara.

Morosito