“Coccodrillo” e droga, 31 condanne

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Trentuno condanne per complessivi 227 anni di carcere e un’assoluzione. Si è chiuso così, nel pomeriggio di ieri al tribunale di Messina il processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione antidroga “Coccodrillo”, che nel maggio dell’anno scorso aveva permesso ai carabinieri di smantellare due distinti gruppi che operavano nel messinese e che si occupavano di smerciare droga (cocaina, hashish e marijuana) tra il capoluogo peloritano, Palermo e Siderno.
Le pene inflitte dal gup del Tribunale di Messina, Maria Vermiglio, sono risultate più lievi delle richieste del pm Giuseppe Verzera, sostituto procuratore della Dda di Messina, che ad aprile aveva formulato 32 richieste di condanna per 321 anni di carcere. L’unico assolto è Giovanni Turrisi di Messina. Per gli altri, condanne da uno a diciotto anni di reclusione.
La pena più dura, 18 anni e due mesi è stata inflitta a Francesco Cotugno di Santo Stefano di Camastra, considerato uno dei capi dell’organizzazione che operava nella fascia tra Capo d’Orlando e Mistretta. Il Gup Maria Vermiglio ha poi condannato a 15 anni e 10 mesi Emil Skenderovic, croato me residente a Capo d’Orlando ed Angelo Cannavò a 15 anni e 6 mesi. Queste le altre condanne Lorenzo Mario Giuliano (12 anni e 8 mesi), Angelo Cacocciola (11 anni), Giovanni Traina (10 anni e 6 mesi), Antonio Cacocciola (10 anni), Maria Luisa Billeci (8 anni e 8 mesi), Giuseppe Cacocciola (8 anni e 6 mesi), Giuseppe Cotugno (8 anni e 4 mesi), Giuseppe Giannusa (8 anni e 2 mesi), Marco Cappuccio e Giuseppe Luparello (8 anni), Giuseppe Scruci (7 anni e 8 mesi), Claudio Lanza e Giovanni Ripinto (7 anni e 6 mesi), Antonio Rampulla e Salvatore Traina (7 anni e 4 mesi), Giacomo Beltrami (7 anni), Sara Lo Prinzi (6 anni e 10 mesi), Letterio Costa e Sergio Sangiorgi (5 anni e 4 mesi), Andrea Scaffidi (4 anni e 10 mesi), Giuseppe Burrascano e Lirio Di Marco (4 anni e 8 mesi), Francesco Valenti (4 anni), Cristian Burrascano (1 anno da aggiungere ad una condanna precedente divenuta definitiva a 10 anni e 6 mesi), Antonino Accardi, Giuseppe Citrano, Gabriele Gagliano, Salvatore Nava (1 anno).
L’attività investigativa, iniziata nell’autunno del 2007, aveva permesso di individuare due organizzazioni criminali ben intrecciate tra di loro. La prima aveva come base Messina e come personaggio di riferimento Angelo Cannavò, ma il clou dello spaccio avveniva sulla fascia tirrenica del messinese. Tutta questa zona era in mano a due elementi di spicco: il croato Skenderovic e Francesco Cotugno.