Barcellona, falso avvocato finisce a giudizio

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La Procura di Barcellona ha disposto il rinvio a giudizio con citazione diretta per un falso avvocato di Barcellona che assieme ad una coppia di complici avrebbe truffato, secondo quanto riporta oggi “La Gazzetta del Sud” gli ignari clienti certi di essersi rivolti ad un legale capace di risolvere i rispettivi problemi giudiziari. Nella Città del Longano può anche accadere che una donna, già condannata per bancarotta fraudolenta per il fallimento di un negozio per la vendita di telefonini, si spacci per avvocato – senza essere nemmeno laureata – e riesca a conquistare la fiducia di una farmacista, fino a farsi consegnare ben 170 mila euro per la risoluzione di numerosi contenziosi e di altre e numerose vittime che inconsapevolmente si erano fidate della sedicente legale che a tutti in cambio di soldi prometteva soluzioni per ogni problema giudiziario. Il sostituto procuratore Fabio Sozio che ha coordinato le indagini dei carabinieri ha già citato in giudizio per esercizio abusivo della professione forense, truffa aggravata, falso documentale e falsità in atti pubblici, il sedicente “avvocato” Patrizia Tindara Coppolino, 48 anni, una ex commerciante barcellonese di telefonia mobile, che risiede a Merì e solo per il reato di truffa in concorso con la stessa Coppolino, una coppia di coniugi di Barcellona: Luigi Vaccarino, 62 anni, originario di Pace del Mela e la moglie di questi Salvatora Bartolone, 55 anni, i quali avrebbero “incassato” sul proprio conto corrente per conto del falso avvocato, una consistente somma di denaro erogata con assegni da una delle vittime dei raggiri.

Morosito