Mistretta gioca le ultime carte per salvare il carcere

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“Il carcere non deve chiudere”. E’ la parola d’ordine di Mistretta che continua ad opporsi alla chiusura della casa circondariale, ormai imminente. Tra il 30 giungo ed il 15 luglio, infatti, i 40 detenuti attualmente rinchiusi saranno trasferiti. Ancora pochi giorni, insomma, e gli effetti del decreto legislativo 155/2012 sulla soppressione dei presidi giudiziari minori che impone ai ministeri di chiudere le strutture sotto i 100 posti, saranno definitivi.  Per Mistretta e per i Nebrodi occidentali le ripercussioni saranno pesantissime. Nonostante date e numeri condannino il carcere, nessuno vuole e può rassegnarsi. Ed è per questo che nel corso di un consiglio comunale urgente, è stato approvato un atto deliberativo da ultima spiaggia. Il comune di Mistretta, infatti, si è impegnato a concorrere ai costi di gestione della casa circondariale, a rinunciare al canone d’affitto attualmente pagato dal Ministero.  Non solo, ma nell’atto inviato per conoscenza anche al presidente della repubblica e ed alla Corte di Giustizia  Europea, il comune mette a disposizione del ministero l’attuale sezione femminile, già pronta ed immediatamente fruibile che dispone di 40 posti letto. Quindi, ai 40 posti attuali, ce ne sarebbero altrettanti della sezione femminile, ai cui si aggiungerebbero i altri 20/30 posti ricavabili dalla sistemazione di alcuni locali all’interno della sezione femminile. Insomma, con lavori completamente a carico del Comune, si arriverebbe a 100/110 posti necessari per il mantenimento della casa circondariale. Praticamente, l’intera operazione di salvataggio ricadrebbe sul comune nebroideo, teoricamente però, nessun salvagente arriverà dalla politica e dalle istituzioni. “Mistretta, ha dichiarato il capogruppo di opposizione, l’avvocato Lirio Porracciolo, è stato l’unico comune italiano ad aver concesso al ministero un’area senza oneri e vincoli per realizzare il nuovo carcere, già finanziato. Ed invece si preferisce pagare altrove milioni di euro di esproprio e condannare Mistretta”. Dai banchi dell’opposizione, anche Rino Andreanò annuncia azoni eclatanti, prima tra tutte un sit in davanti al carcere. Senza dimenticare la prossima chiusura del Tribunale. Per questo, il sindaco Iano Antoci ha convocato una riunione, con i sindaci e gli amministratori della zona, gli avvocati e le forze politiche e sociali, per discutere della soppressione dei presidi giudiziari minori.