Naso “ritrova” il Chiostro del Convento

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Morosito

Ci sono voluti 10 anni ma alla fine il risultato premia sforzi ed attese. Da ieri è tornato a risplendere  il “Chiostro dei Minori Osservanti”, di Naso. La struttura, risalente al quindicesimo secolo, versava da decenni in stato di totale abbandono sino a quando, nel 2003, si riuscì ad attingere ai fondi europei per un importo di  922.376 euro. I lavori si interruppero però pochi mesi dopo l’inizio a causa dei contenziosi che si vennero a creare fra il Comune di Naso, il progettista e la Ditta aggiudicataria dell’appalto.
L’amministrazione Letizia, si è dunque trovata a fronteggiare una situazione molto delicata poiché si era prossimi alla perdita dei fondi. Grazie al lavoro dell’ufficio tecnico, con in testa l’architetto Mario Sidoti, però è arrivata una risposta che tutta la comunità di Naso attendeva e ieri sera è giunto l’atteso momento del taglio del nastro. La storia del Chiostro risale intorno al 1470, quando Artale I Cardona, barone di Naso, e sua moglie invitarono una colonia di Frati Minori Osservanti, il cui priore era Padre Egidio Macrì, ad erigere i fabbricati in questione, fornendo, insieme al Comune, il denaro necessario. L’opera che è ubicata in una posizione panoramica la quale, in passato, era nettamente al di fuori del centro abitato,fu terminata nel 1475