“Fake”, indagini concluse

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Morosito

La procura della Repubblica di Patti ha concluso l’imponente mole di lavoro legata all’inchiesta Fake, che a partire dallo scorso Marzo ha fatto luce sulla presunta rete di falsi e reati elettorali allestita a Patti in occasione delle amministrative del 2011. A conclusione delle indagini , sono 101 i soggetti che a vario titolo risultano indagati e dovranno rispondere di associazione finalizzata alla commissione di falsi e reati elettorali e truffa in danno di Enti Pubblici. L’operazione Fake, lo ricordiamo, portò all’emissione,  lo scorso 7 marzo, di 12 ordinanze cautelari di cui 7 arresti domiciliari e 5 obblighi o divieti di dimora. Tra gli arrestati,  l’ex vice sindaco di Patti Francesco Gullo, tuttora agli arresti domiciliari,  mentre nell’inchiesta finì anche la figlia, Maria Tindara Gullo, deputata nazionale del Pd,  che deve rispondere di falso ideologico per un presunto cambio di residenza falso. L’inchiesta  condotta dalla polizia e coordinata dal procuratore della Repubblica di Patti Rosa Raffa e del Pm Rosanna Casabona,  portò anche alla denuncia di 156 persone. Nello stesso filone investigativo, emerse anche una presunta truffa ai danni dell’assessorato regionale all’istruzione e formazione in merito alla gestione di quattro corsi di formazioni finanziati dalla regione. Lo scorso mese di Maggio, il  Gip del tribunale di Patti, Onofrio Laudadio  aveva revocato una precedente concessione di obbligo di dimora a Gioiosa Marea nei confronti di Francesco Gullo, ripristinando la misura degli arresti domiciliari. Un provvedimento che trovò giustificazione nella richiesta della procura, che ritenne aggravate le esigenze cautelari, proprio nel corso del periodo in cui Gullo dimorava a San Giorgio.