Rapina in casa a Brolo. La vittima: “volevano usarmi violenza”

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Sono rivolte in ogni direzione le indagini dei Carabinieri della compagnia di Patti e della Caserma di Brolo per fare luce sull’aggressione ai danni di una donna in contrada Piana a Brolo. Una vicenda che ha diversi aspetti ancora da chiarire ma che ha turbato la comunità brolese.
La donna, intorno alle 15 di ieri ha avvisato i Carabinieri affermando di essere appena stata rapinata. Al loro arrivo, i militari, l’hanno ritrovata ancora legata con un nastro prelevato da un contenitore di attrezzi per cucito, bloccata ai polsi e ed alle gambe. Sul lettino poco distante dormiva la figlia di tre anni che non si è accorta di nulla.
Appena liberata, la donna ha raccontato ai militari di essere stata aggredita da due persone col volto coperto da un passamontagna e dallo spiccato accento straniero. I due, secondo il racconto della vittima, sarebbero entrati nell’appartamento da una finestra che si trova a ridosso di una palazzina in costruzione. Quindi, dopo averla immobilizzata hanno messo a soqquadro la casa portando via circa 200 euro in contanti. Poi ha affermato che mentre uno dei due rapinatori rovistava tra cassetti ed armadi, l’altro l’avrebbe palpeggiata mentre la minacciava con un coltello. All’improvviso qualcuno avrebbe suonato al campanello mettendo in fuga i due e risparmiando la donna da conseguenze peggiori.
Il racconto, però, sembra presentare numerosi aspetti oscuri sui quali si stanno cercando riscontri.
Nessuno, nel vicinato, nonostante fosse il primo pomeriggio, si è accorto di nulla, nessuna impronta è stata ritrovata e le telecamere a circuito chiuso della casa derubata erano staccate.
Oltretutto, sarebbe la terza volta nel giro di pochi mesi che l’abitazione viene visitata.
Se la denuncia troverà conferme si tratterebbe di un episodio gravissimo che rappresenta un salto di qualità della criminalità nella zona dei Nebrodi dove simili episodi non hanno precedenti.
Per questo i Carabinieri non trascurano al momento alcuna pista.