Province addio. Romano commissario ?

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Morosito

Sole, mare e caldo estivo, non c’è che dire proprio un bel weekend quello che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ma, anche se in pochi probabilmente se ne sono resi conto,  lo scorso fine settimana ha segnato anche una svolta epocale per la regione siciliana. Da Sabato, infatti, la Sicilia ha detto addio alle sue storiche nove province regionali, come fortemente voluto dalla riforma Crocetta. Addio dunque  alle province,  ai loro presidenti ed ai 335 consiglieri eletti, in attesa di capire se e quanto sarà l’auspicato risparmio per le casse della regione. A più stretto giro, invece, l’attesa è tutta per capire come e da chi verrà gestita la fase transitoria, quella per intenderci che dovrà fare da ponte sino alla costituzione dei consorzi tra comuni. A Messina nel ruolo di commissario straordinario è già pronto ad insidiarsi l’attuale vice prefetto Filippo Romano.  45 anni, messinese d’origine, Romano è nei ruoli dello stato dal 1994 e viceprefetto dal 2009. Tra gli incarichi più importanti quelli di componente dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Interno, ed alle prefetture di Reggio Calabria, di Vibo Valentia e di Lecce. Il funzionario ha al suo attivo una importante esperienza come commissario di comuni sciolti per mafia. La sua reggenza, come detto, traghetterà l’ormai ex provincia di Messina fino all’istituzione dei consorzi tra comuni. In tal senso, Messina, così come Palermo e Catania, potrebbe approfittare della riforma per accelerare l’iter della loro trasformazione in città metropolitane. Per la definizione dei consorzi, invece, la norma transitoria approvata a Marzo dall’Ars non chiarisce quali caratteristiche dovranno avere i liberi consorzi, se non quella della elezione diretta di secondo grado. Toccherà dunque ai Comuni designare i propri rappresentanti che  non saranno eletti direttamente dai cittadini. I consorzi dovrebbero ricalcare in modo abbastanza similare le attuali province e nel territorio messinese oltre alla città si parla di  consorzio dei Peloritani e di quello dei Nebrodi. La cifra minima di abitanti per costituire il consorzio dovrebbe essere quella dei 150mila residenti. Il ddl del governo è in cantiere, e dovrebbe approdare alle commissioni entro luglio. Riguardo alle competenze, si sa già che quella per le strade passerà in carico al genio civile mentre le scuole spetteranno ai comuni.