Vergogna a Montecitorio, aula vuota per il ricordo di La Rosa

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Morosito

“Provo un’amarezza profonda, a fronte della gravità di quanto accaduto, nel vedere questa Aula vuota. Credo che sia a un fatto come questo che siamo chiamati a guardare se vogliamo comprendere il nostro compito e il senso della nostra missione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, aprendo la sua informativa in una Camera desolatamente semideserta sull’attentato costato la vita al maggiore Giuseppe La Rosa a Farah, in Afghanistan. Nell’agguato sono rimasti feriti altri tre militari.

Mauro ha anche tracciato il profilo dell’attentatore. Si tratterebbe di un giovane di circa vent’anni, “con barba corta, vestito in abiti marroni da adulto, che stava parlando con un poliziotto dell’Afghanistan national police al lato strada, nei pressi di un assembramento di gente”, ha riferito il ministro. Il ragazzo “è salito rapidamente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla”. Il ministro ha fornito anche l’identità dell’attentatore, che ieri ha compiuto un altro agguato nella stessa area che non ha provocato vittime italiane. Si chiama Walick Ahmad ed è stato arrestato dopo aver reso ”piena confessione assumendosi tutta la responsabilita”’ dei due atti. “I fatti- ha aggiunto – dovranno comunque essere accertati dalla magistratura.

Poi ha continuato a riferire i fatti: “L’attacco dei terroristi si è completato con un’azione di vera e propria ‘guerra psicologica’, laddove è stata diffusa l’informazione che l’attentatore fosse un bambino di 11 anni, facendo percepire quasi un atto eroico e di partecipazione popolare”.

“Dai dati acquisiti fino ad ora, invece, emerge con tutta evidenza che si è trattato di un vero e proprio atto terroristico, accuratamente preparato -rimarca Mauro- che ha goduto della complicità di alcuni civili presenti sul posto e, forse, di un poliziotto o forse vestito come tale, che ha portato a compimento da un adulto particolarmente determinato”.

Infine, ha chiarito Mauro, la missione italiana in Afghanistan prosegue come stabilito. “Il governo ha intenzione – da spiegato – di proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i termini stabiliti”, ossia nel 2014.

Mauro: ”Via dall’Afghanistan nel 2014”