La rivendicazione: un undicenne ha lanciato la granata all’interno del Lince.

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Potrebbe essere stato un ragazzino di appena undici anni a lanciare la bomba a mano assassina che ha stroncato la vita del capitano Giuseppe La Rosa, il soldato 31enne originario di Barcellona Pozzo di Gotto caduto in Afghanistan. E’ questo quanto si apprende da una rivendicazione dei talebani giunta a metà mattinata, scritta in lingua inglese. La bomba sarebbe stata lanciata direttamente a bordo del Lince attraverso la ralla. Giuseppe La Rosa era in forze al terzo reggimento Bersaglieri della Brigata Sassari di Capo Teulada. Si era laureato nel marzo scorso in Scienze Politiche all’Università di Torino. Da quanto si apprende dal suo profilo Facebook, dalla diretta e commossa testimonianza di alcuni amici letteralmente affranti dal dolore, aveva confidato di non sentirsi sicuro nell’attraversare quelle strade polverose di quella terra lontana, di avere un po’ di timore per questa missione. Una missione maledetta dalla quale Giuseppe non tornerà mai più. Una famiglia per bene, di gente onesta, gettata nello sconforto più totale in quella casa di Via Statale Sant’Antonino. Tutta Barcellona Pozzo di Gotto immersa nel dolore e nello scoramento. L’agguato in cui ha perso la vita l’ufficiale barcellonese è avvenuto nella zona di Farah, affidata al controllo dei militari italiani. Altri tre militari sono rimasti feriti. Appartengono all’82° Reggimento Fanteria di Torino ed all’8° reggimento Bersaglieri. Nessuno dei tre feriti, è in pericolo di vita.

Morosito