L’abbraccio degli Inter Club di Milazzo e Barcellona P.G. a Mario Corso – Foto

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E’ arrivato puntualissimo, alle 20,30, a bordo di un’Alfa Grigia. Mario Corso è stato subito accolto dall’affetto della gente nerazzurra di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Subito un autografo su un vecchio album di figurine edizione 1963/64, accanto alla sua immagine che lo raffigura appena ventunenne e poi l’ingresso nei locali dell’Inter Club Milazzo, in Via Marsala. Una video proiezione a dare il benvenuto ad una leggenda del calcio italiano. Mai un mondiale disputato, così come il grande Alfredo Di Stefano, ma una storia scritta a caratteri cubitali con gol decisivi e di pregevole fattura e giocate d’alta scuola. Erano tempi in cui – come lo stesso Corso ha affermato in risposta alla domanda di un tifoso – a correre era il pallone e non i giocatori. Tempi in cui- aggiungiamo noi- il calcio aveva dei valori a tinte forti nei quali ogni atleta si rispecchiava e conservava quell’alone romantico oggi messo in disparte dai più a beneficio di toni esasperati. Tanti autografi e tantissime foto con tifosi nerazzurri di qualunque età. Qualcuno di loro l’ha visto salire sul tetto del mondo con la Grande Inter di Helenio Herrera ed Angelo Moratti, qualche altro l’ha solo visto in vecchi filmati in bianco e nero o foto d’epoca.

Rimpianti per non avere avuto la possibilità di giocare un mondiale? “Il calcio mi ha dato tantissimo, non posso avere rimpianti. Posso solo essere felice di quello che ho avuto”. Così Mario Corso da San Michele Extra ha risposto, col sorriso sulle labbra, ad una nostra domanda.

Un campione di umiltà, un vero signore. Non solo del calcio.