Basket, Perdichizzi analizza la stagione e lascia aperte le porte a Bonina

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A due settimane dall’uscita dai play off per la Serie A, Giovanni Perdichizzi ha incontrato per la prima volta la stampa, al PalaAlberti per fare un bilancio di una stagione conclusasi troppo presto rispetto alle attese.
“Ringrazio la società per avermi dato modo di parlare e fare il punto sulla stagione- ha esordito lo “sceriffo”- siamo usciti in maniera non preventivabile contro Trento ma credo che la serie sia l’effetto di quanto successo a monte, cioè alla correzione della squadra a stagione in corso. Abbiamo migliorato in attacco con due nuovi arrivi ma abbiamo perso in termini di fisicità ed intensità difensiva.”
Poi Perdichizzi è passato all’analisi di quanto non ha funzionato nel corso dell’anno.
“Il “mea culpa” come uomo mercato- ha aggiunto- è quello di non essere riuscito a colmare il vuoto lasciato da Sanders a livello di fisicità. La ricerca di un sostituto mercato ci vedeva proiettati su Matteo Soragna ed eravamo vicini ad un accordo ma lui ha preferito non lasciare Biella che era in difficoltà e poi avevamo anche pensato di richiamare Bonessio”.
“Ai play off- ha aggiunto il coach- speravamo di non incontrare né Trento né Brescia che per le loro caratteristiche erano le avversarie peggiori. Avevamo avuto un segnale già nel derby con Capo d’Orlando dove Young e Huff ci hanno spesso attaccato sui piccoli.
Contro Trento avevamo deciso di non raddoppiare Elder ma lui è stato bravo a mettere canestri importanti che hanno permesso alla sua squadra di ipotecare la serie. In effetti, però, quella partita meritavamo di vincerla ed avremmo sicuramente messo più pressione su di loro”.
“Trento- ha aggiunto poi Perdichizzi analizzando la serie dei play off- è stata brava a mettere a nudo i nostri limiti che sono figli della difficoltà a non mettere un’altra ala piccola italiana che potesse dare consistenza a rimbalzo. Gara 3 è stata difficile ma ci abbiamo creduto sino a 3-4 minuti dalla fine prima di mollare.”
Quindi i ringraziamenti: “voglio ringraziare squadra e giocatori per quello che hanno fatto vincendo a Pistoia e centrando il primo posto nella stagione regolare- ha detto- il gruppo è stato unito nel cercare di fare fronte comune davanti alle difficoltà.
Non mi è mai successo in carriera che la squadra invitasse lo staff tecnico a cena dopo una sconfitta e questo mi rende ancora più triste, aumenta la mia delusione, come allenatore ma anche come tifoso. Potevo rimanere tranquillamente a Capo d’Orlando o andare ad allenare al nord, ma ho scelto questa squadra per coronare un sogno e mi prendo le responsabilità soprattutto come manager, dovevamo avere minore frenesia quando Sanders ha deciso di lasciarci”.
Infine le parole più attese, quelle sul suo futuro.
“La mia permanenza a Barcellona si basa sulla fiducia e sui progetti- ha affermato- se ci saranno questi due aspetti vorrei avere la chance di portare la squadra della mia città in A1”.