Sistema, cadono le accuse di Marchetta

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Assolto per non aver commesso il fatto Pietro Nicola Mazzagatti, capo degli “scozzesi” di Santa Lucia del Mela, legati al clan dei Barcellonesi. Riqualificazione del reato da estorsione a turbativa d’asta e prescrizione di questa ultima accusa per gli agrigentini Vincenzo Licata e Domenico Mortellaro, ritenuti organici alla cosca Di Gati di Agrigento. E’ una pietra tombale su una buona parte delle dichiarazioni di Maurizio Marchetta la sentenza emessa oggi pomeriggio dalla corte d’Appello di Messina. Era stato l’imprenditori di Barcellona, ex vice presidente del consiglio comunale, ad accusare Mazzagati e i suoi di avergli imposto le “buste” e il pizzo sui lavori eseguiti fuori dalla provincia di Messina. Dichiarazioni che avevano dato il via all’operazione antiracket “Sistema” con gli arresti dei boss de Longano. Marchetta aveva poi riempito fiumi di verbali accusando altri colleghi imprenditori e uomini dei clan. Il processo chiuso oggi, che in primo grado si era concluso con pesanti sentenze per i tre imputati, è stato caratterizzato da un dibattimento travagliato, durante il quale sono stati ascoltati anche i “nuovi” pentiti barcellonesi, alcuni dei quali hanno passato al filo di lama la credibilità del giovane costruttore. In aula è stato ascoltato il padre di Maurizio Marchetta, vero titolare delle imprese, le cui dichiarazioni meritano seri approfondimenti. Parte civile il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, rappresentato dall’avvocato Filippo Barbera, mentre Marchetta è assistito dall’avvocato Ugo Colonna. I difensori degli imputati sono gli avvocati Nino Favazzo e Tino Celi.