Amministrative a Tusa, Crocetta e Pd ai ferri corti

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Morosito

Potrebbe avere ripercussioni anche negli equilibri del governo regionale l’apertura della campagna elettorale a Tusa, comune di cui è cittadino onorario il presidente Rosario Crocetta. Sono tre i candidati che il 9 e 10 giugno prossimi si contenderanno la poltrona di primo cittadino. Il sindaco uscente Angelo Tudisca appoggiato da una coalizione di centro, vicina all’Udc, Enzo Marguglio che guida una lista di centro sinistra e Carmelina Patti rappresentante di un’altra lista civica. Fin qui niente di strano, è assodato che la sinistra non sia unita e non si presenti compatta a nessun tipo di competizione, ma stupisce che mentre Lupo, Rinaldi e Genovese presentassero la candidatura di Marguglio, Crocetta presentasse quella di Tudisca. Insomma, Pd da una parte, Megafono e Crocetta dall’altra. Una contrapposizione che potrebbe compromettere i già precari equilibri regionali e che ha scatenato la reazione dei vertici del Pd, che invece avrebbero scommesso sulla vicinanza del governatore. Ieri invece, Rinaldi e Genovese a Castel di Tusa con Marguglio e Crocetta con Tudisca a Tusa centro. In contemporanea, come separati in casa. “E’ davvero paradossale, tuona Franco Rinaldi, che Crocetta eletto con i voti del Partito democratico sia all’europarlamento che alla presidenza della Regione, appoggi apertamente alle amministrative di un Comune un candidato in aperta contrapposizione al Pd. Non si può usare a convenienza il nostro partito, continua Rinaldi, è un’ambiguità da cui bisogna uscire subito e che sarà oggetto di una verifica politica. Mi auguro che i cittadini di Tusa facciano le opportune valutazioni: capisco che Tudisca è un esponente dell’Udc nostro alleato, ma in questo caso l’imparzialità è una regola rispetto alla quale non si può contravvenire”. Il governatore da un paio di mesi è cittadino onorario di Tusa, ma questa mossa di Crocetta, ritenuta dal Pd “a gamba tesa” potrebbe avere ripercussioni anche sulla tenuta della maggioranza di governo all’Ars.