Acquedolci Film Festival “ucciso” dal disinteresse

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Travolto dalla crisi e dal disinteresse, che spesso finisce per essere più doloroso delle difficoltà economiche. Dopo sei anni, Acquedolci perde l’AIFF, concorso internazionale per cortometraggi indipendenti tra i più popolari sul web e certificato Top Video da Tutto Digitale. Una manifestazione cresciuta in maniera esponenziale nelle cinque edizioni ed alla quale ha sempre creduto e collaborato la Pro Loco. La decisione è il risultato di una lucida analisi resa nota da Antonio Giuseppe Valenti, direttore artistico di un festival che nel corso degli anni ha proposto lavori di altissima qualità provenienti da tutto il mondo. “Per sei anni- afferma Valenti- sono stato Direttore Artistico “zero budget” del Festival ma non ho potuto fare a meno di registrare – e denunciare – l’inadeguatezza e, in alcuni casi, la totale assenza di un tanto auspicato sostegno dell’evento da parte degli attori istituzionali operanti a tutti i livelli (comune, provincia, regione, stato), con la conseguente decisione di non proseguire nell’organizzazione di ulteriori edizioni del Festival nel comune nebroideo”.
«Sul Festival dell’indipendenza – prosegue – per l’ultima volta il sipario si abbassa. Non mi è stato possibile, in questi anni non accorgermi della insufficienza non tanto di fondi, quanto di sentimenti, che ha accompagnato la crescita del Festival, una insufficienza che io addebito in via esclusiva colpevolmente a chi, viceversa, avrebbe dovuto esternare concretamente il più ragionevole e naturale interesse allo sviluppo dell’evento. Una insufficienza che oggi, per me, equivale senz’altro ad irreversibile bocciatura. In altra occasione ho avuto modo di evidenziare come già da qualche anno coltivassi l’ambizione che il codice “Acquedolci” potesse raggiungere una riconoscibilità internazionale per il tramite del festivale Se, da un canto, non escludo la possibilità futura di trasferire l’esperienza dell’AIFF, opportunamente rimodulata, ad altro territorio in grado di condividere e valorizzare dignitosamente un evento di questa portata, d’altra parte oggi ho la certezza che la realtà locale di Acquedolci non abbia sostanzialmente compreso l’importanza dell’opportunità di poter esaltare la propria identità e potersi affermare, nel tempo, quale luogo d’incontro e confronto per gli operatori del mercato cinematografico internazionale e, per il suo tramite, come prestigioso ed accattivante polo di attrazione turistica.”
Non sono dunque bastate 1.254 opere iscritte, insufficienti gli oltre 60 Paesi partecipanti, inadeguato un sito web ufficiale di 3.000 pagine realizzato a costo zero e visitato da più di 100.000 utenti; così come insignificanti, probabilmente, sono apparsi gli attestati di apprezzamento tributati, nel tempo, da partner di provata autorevolezza. Una occasione irripetibile che Acquedolci ha irrimediabilmente sprecato.