Lottizzazione Cuturi, 14 condanne a Patti – Una assoluzione

0
258

Abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva, violazioni edilizie. Queste le accuse per una vicenda giudiziaria riguardante il lotto “E” di contrada Cuturi di Patti, indicato come “Patti 2, lotto 3°. Il processo di primo grado, al tribunale di Patti, si è concluso con 14 condanne ed una assoluzione. In base alla sentenza emessa dal collegio giudicante, presieduto da Maria Pina lazzara, con a latere Domenico Molina e Ines Rigoli. Il capo dell’ufficio tecnico del comune di Patti, ing. Rosario Scardino, è stato condannato e due anni e quattro mesi di reclusione. Condanna anche per l’ex assessore all’urbanistica, Paolo Mastronardi, ad un anno e due mesi. A Giuseppe Casamento, amministratore della M & C Immobiliare srl, sei mesi di arresto e 55mila euro di ammenda, invece al direttore dei lavori, Giorgio Molica, tre mesi di arresto e 25mila euro di ammenda. Condanna anche per componenti della commissione edilizia: un anno e sei mesi per Gianluigi Sardo Infirri, un anno a Francesco Baldino, un anno e sei mesi a Massimo Celano, un anno e otto mesi a Carmelo Triscari, un anno e due mesi a Diego Lenzo, un anno e sei mesi a Giuseppe Cappadona, un anno e quattro mesi a Antonino Cortorillo, infine otto mesi a Francesco Veca. Di seguito l’amministratore unico della Gian Philip Hatchet, Mario Visalli e il direttore dei lavori, Vincenzo Ferrarolo, sono stati condannati, rispettivamente a due mesi e 20 mila euro di ammenda e poi a un mese e quindici giorni e 15mila euro di ammenda. Tutti gli imputati hanno avuto la pena sospesa, tranne l’ing. Rosario Scardino. Unica assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per Maria Adamo. La lottizzazione è stata confiscata e passerà nel patrimonio del comune di Patti. Hanno difeso gli avvocati Tindaro Giusto, Nino Artale, Carmelo Damiano, Francesco Pizzuto, Ennio Fiocco, Guglielmo D’anna, Lidia Di Blasi, Alfonso Maria Parisi, Tommaso Autru Riolo, Nino Favazzo. I legali attenderanno i 90 giorni per conoscere le motivazioni e poi ricorreranno in appello.