Capo d’Orlando, “i ricorsi vogliono affossare il porto”

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Morosito

I tre ricorsi presentati sul porto di Capo d’Orlando da associazioni nautiche ed una azienda privata che contestano la revoca delle concessioni per garantire l’avvio dei lavori, sono delle pistole puntate alla nuca che rischiano di far saltare ogni speranza di completare la struttura. E’ questo il sintesi il messaggio che il sindaco Enzo Sindoni ha lanciato nel corso di una conferenza stampa svoltasi proprio sulle banchine della struttura portuale di contrada Bagnoli alla presenza di pescatori e diportisti.
Soprattutto uno dei tre ricorsi presentati nelle scorse settimane contro la Regione, ha spiegato Sindoni, rischia a far perdere tutti i finanziamenti poiché al suo interno avanza l’ipotesi di illegittimità dell’accordo di programma del 2010 ovvero quello su cui poggia tutto l’iter per il completamento del porto orlandino.
“E’ il ricorso presentato da quella che mi risulta essere l’unica società in regola con i pagamenti delle concessioni e che sarà affrontato per primo, il 15 di maggio- ha detto il primo cittadino- ovviamente ognuno tutela i propri interessi come meglio crede ma sia chiaro a tutti che si sta cercando di affossare un progetto e di conseguenza anche quello che rimane del porto iniziato 40 anni fa. A mio avviso e di molti esperti che hanno esaminato le carte non esiste alcun fondamento giuridico per richiedere risarcimenti per la revoca di una concessione che è preliminare al passaggio delle competenze al comune e quindi all’inizio dei cantieri”.


Su questo passaggio sia il sindaco che il consulente per i lavori pubblici, l’architetto Mario Valenti hanno insistito.
“Tutti erano stati assicurati che avrebbero potuto continuare ad operare sino al giorno d’inizio dei lavori- ha aggiunto Sindoni- e non solo perché l’ho detto io, ma perché c’è scritto nella convenzione siglata con la Regione. Adesso, pur consapevoli che i ricorsi sono pretestuosi temiamo una sospensiva del Tar che possa farci perdere i finanziamenti facendo saltare tutto. Ed è giusto che pescatori e cittadini lo sappiano”.