Guardia venatoria uccisa nel messinese. Si indaga sulla vita privata della vittima

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Il cadavere di una guardia venatoria, Epifanio Zappala’, 46 anni, originario di Misterbianco (Ct) e’ stato trovato in contrada Casazza a Cesaro’ (Me) in una casa rurale. Il corpo era in un lago di sangue con la faccia a terra e due fori alla testa. I carabinieri e il magistrato stanno effettuando i rilievi.Si torna a sparare sui Nebrodi anche se questa volta gli investigatori non hanno come pista privilegiata il delitto di mafia.
A cadere sotto due colpi di pistola calibro 7,65 Epifanio Zappalà, 45 anni, celibe, incensurato, guardia venatoria di Misterbianco, in provincia di Catania. Il delitto, però è avvenuto in contrada Casazza, una zona impervia del comune di Cesarò.
A segnalare la presenza del corpo ai Carabinieri della piccola stazione dipendente dalla Compagnia di Santo Stefano di Camastra, è stata una telefonata giunta intorno a mezzogiorno.
Appena arrivati sul posto i militari hanno ritrovato il cadavere riverso per terra, all’interno di un casolare, con il volto verso il pavimento sporco di sangue e due fori d’arma: uno alla nuca ed uno allo stomaco. Poco distante dalla casupola vi era ancora parcheggiato il fuoristrada con il quale l’uomo si era recato nella campagne dei Nebrodi. Un particolare, comunque, lascia presagire che l’omicidio sia avvenuto con premeditazione da parte di qualcuno che la vittima conosceva. All’interno del piccolo fabbricato il telefonino di Zappalà è stato lasciato in un bicchiere pieno d’acqua, forse per impedirgli di utilizzarlo e di dare l’allarme durante la discussione che avrebbe preceduto l’esecuzione.
All’arrivo del medico legale, e girata la salma per verificare l’eventuale presenza di una pistola coperta dal corpo si è avuta la conferma piena che si è trattato di omicidio.
Secondo le prime notizie raccolte dalle forze dell’ordine, Zappalà lavorava come guardiacaccia e si occupava proprio della zona sottoposta a vincolo ambientale in cui è stato ritrovato e dove si trovava una riserva di caccia. Spesso rimaneva a dormire o a pranzare proprio nel casolare dove è avvenuto il delitto che ogni probabilità si è verificato tra mercoledì sera e ieri mattina. Proprio alcuni conoscenti dell’uomo, notando il fuoristrada si erano preoccupati ed hanno chiamato il 112.
Gli inquirenti, per tutto il pomeriggio hanno sentito numerose persone che avevano rapporti con la vittima.
Dai primi riscontri emersi, però, l’omicidio non appare riconducibile a vicende di malavita organizzata. Così le indagini sono rivolte sia sull’attività lavorativa della guardia venatoria di Misterbianco, dove risiedeva in via Galliano, sia sulla sua vita privata.
Molte, infatti, le ipotesi al vaglio dei Carabinieri della compagnia stefanese, supportata dai colleghi del nucleo investigativo di Messina, alcune delle quali riguardano segnalazioni e denunce che Zappalà avrebbe fatto nell’ambito della sua professione proprio durante l’opera di controllo dell’area protetta.
Episodi professionali e vicende personali che adesso sono setacciate dai militari, che vengono coordinati dalla Procura di Catania, che potrebbero risalire già in pochi giorni all’identità del killer. Quello scoperto ieri è il quinto delitto avvenuto a Cesarò negli ultimi 11 anni a cui si aggiungono anche quattro tentati omicidi. La zona, infatti, è crocevia di interessi della malavita organizzata e di vere e proprie faide che spesso sono collegate all’allevamento di bestiame.

Morosito